Ammiro l’albero

Ammiro l’albero
Perché reca in sé
un inguaribile istinto per le altezze

E mi commuove vedere come
allunghi instancabile i rami verso il cielo
durante tutto il suo esistere.

Ammiro l’albero
Perché, umile, affonda le radici
nel profondo della terra

E quanto più le affonda
tanto più cresce,
quanto più cresce
tanto più le affonda;
come, noi stessi non vediamo.

Ammiro l’albero
perché non vive per se stesso
perché la sua vita è servizio
perché il bene che fa, lo fa in silenzio.

Ammiro l’albero perché
nel folto della sua chioma
ogni sorta di uccelli del cielo
vi trova riparo
o vi costruisce il nido,
casa nascosta agli sguardi furtivi,
protetta dalla pioggia e dal sole.

Ammiro l’albero
perché nulla chiede se non per ridarlo
trasformato e moltiplicato
Perché offre generosamente i suoi frutti
senza ricambio, senza pretese.

Ammiro l’albero
perché rimane fedele a se stesso
al cielo
e alla terra.

Non teme il variare delle stagioni,
resta immoto al suo posto,
finché giunge la morte.

Ammiro l’albero
perché si lascia umilmente usare
in ogni sua parte.
Resta umilmente con noi
sulle nostre tavole, nelle nostre case,
nei nostri libri,
nel fuoco che riscalda
le buie sere d’inverno.

Ammiro l’albero perché,
senza sapere nulla,
ha capito tutto.

Seduto all’ombra dell’olmo
sulle quiete rive del lago
ascolto tra le frastagliate fronde
il tenue sussurro del vento.

Il dolce mistero dell’essere
per un attimo eterno
intensamente a me si concede
ai piedi dell’albero maestro.

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