L’Eucarestia è misteriosa (19ª Domenica T.O. – Anno B)

“Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?” chiedeva provocatoriamente Gesù a Filippo il giorno in cui sarebbe poi avvenuto il miracolo della moltiplicazione dei pani? “Pothen”? Cioè: “Donde, dove”? Giovanni è l’unico dei quattro evangelisti a introdurre l’evento con questo avverbio, e non a caso. Egli infatti vuole invitare immediatamente il lettore ad aguzzare lo sguardo per afferrare un significato non immediato, più lontano. “Dove” allude ad un principio, un’origine non visibili qui a occhio nudo e se andiamo al vangelo di oggi lo capiamo subito. I giudei si trovano davanti a Gesù nella sinagoga di Cafarnao e mormorano tra loro perché sostengono di conoscere le Sue origini: conoscono il padre, Giuseppe e la madre, Maria. Ma Gesù risponde subito parlando di un Padre che sta sopra a tutti gli altri padri, cioè Dio stesso.
La capacità di riconoscere una tale origine e di conseguenza un tale valore fu solo un problema loro? Forse no. Sappiamo infatti che spesso nei trascorsi duemila anni, i cristiani hanno dubitato che l’Eucaristia potesse essere veramente il corpo di Cristo, cibo che sazia l’anima mentre nutre il corpo: non solo membri laici, ma anche del clero; non solo singoli, ma anche gruppi, come per esempio pensano ancora oggi molti tra i fratelli separati della galassia protestante.
Dunque, l’origine di quel cibo è misteriosa, ma non falsa; è invisibile, ma non irreale; è eterna, ma è pure concretamente pane e carne. Provate, nella frase precedente, a sostituire alla parola cibo la parola Cristo e constatate come tutto torni, ovviamente in una logica evangelica.
Il mistero poi pare infittirsi quando Gesù, nelle parole oggi riportate dalla liturgia, dice che nessuno può accedervi se il Padre non glielo concede, mentre invece altrove nei vangeli sosteneva che nessuno può accedere al Padre se non attraverso il Figlio. E quindi? Perché complicare tanto le cose da  parte di Gesù? Che cos’è quest’altalena?
In proposito, a me pare che possano essere due le considerazioni.
La prima. Padre e Figlio sono una cosa sola. Uno rivela l’Altro, Uno rimanda all’Altro, sempre, in una sorta di rotazione infinita. Non c’è l’Uno senza l’Altro e proprio questa loro comunione è vita eterna. Partecipare alla vita di Cristo, nutrendosi dell’Eucarestia, significa attingere a questa vita ineffabile, entrare in questa circolarità di amore senza fine. Di fronte a tanto, la morte (a cui Gesù torna a fare esplicito riferimento) non ha più né importanza, né tantomeno potere: [colui che mangia questo pane] “io lo risusciterò nell’ultimo giorno”. Ma, attenzione, questa rivelazione, questa partecipazione a noi offerta, è reale: è carne, è sangue, è pane. Giovanni non riporta le parole di Gesù per cancellare con un colpo di spugna il nostro bisogno di concretezza, bensì, ancora una volta per aiutarci a “fare il salto” della fede a partire da un dato di realtà a noi accessibile.
La seconda. Oggi siamo destinatari di parole toccanti e strabilianti, capaci di commuovere i cuori più induriti: “Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre mio” e “Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me”. Se, cioè, cerchiamo Cristo e la vita che viene da lui è per un dono del Padre, è segno che il Padre celeste in segreto ci ha mossi verso il Figlio. E’ segno che in noi è all’opera qualcosa di divino, che ci istruisce e ci spinge. Se lo cerchiamo è perchè Lui ha voluto attirarci a sé. Siamo cioè stati scelti per essere partecipi di un mistero che non dobbiamo preoccuparci anzitutto di afferrare, ma di accogliere. Siamo stati guardati da uno sguardo diverso da tutti gli altri, uno sguardo di predilezione e di benevolenza. Se solo lo ricordassimo un po’ più frequentemente vi troveremmo tanta forza e tanta pace. Insomma, mangiamo il pane della vita, perchè il padrone di casa ci ha invitati a sedere a mensa, insieme a tanti altri, attirandoci dal più intimo del nostro intimo. Difficile mangiare l’Eucarestia con la bocca chiusa quando tanta grazia ci lascia a bocca aperta!

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