MARIA SANTISSIMA, MADRE DI DIO

“Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore”.

Maria, aveva vissuto tutta la vita nell’attesa della visita di Dio. D’altra parte Lei era la gemma d’Israele, la donna che più di tutte e di tutti aveva fatto dell’attesa del Messia il senso della sua esistenza. Così Dio l’aveva conosciuta e così l’aveva coinvolta nel suo misterioso disegno di salvezza. Quanto fosse misterioso, Maria se ne andava rendendo conto con il passare dei giorni. Lei aveva veramente atteso Dio; poi lo aveva veramente incontrato; ma ora, a Betlemme, dinanzi alla visita e alle parole dei pastori, doveva proprio ammettere che, il modo con cui Dio si stava manifestando, era veramente inatteso. Chi poteva prevedere un’umiltà e un abbassamento del genere, per un Figlio di Dio!

La memoria liturgica di Maria sta all’inizio dell’anno per noi come segnavia e come benedizione. Avremo bisogno di tutto il suo aiuto per affrontare con il giusto spirito ogni giorno dell’anno nuovo. Inoltre, potremo e dovremo ricorrere alla sua intelligenza materna per riconoscere i modi con cui Dio ci visiterà. Anche noi, infatti, siamo convinti che il Signore verrà a visitarci, anche noi lo attendiamo, ma dovremo accettare di passare noi pure attraverso lo “scandalo dell’incarnazione”, cioè di un modo di venire da parte sua che sarà sempre condito di nascondimento, umiltà e mistero. Anche noi dovremo imparare, come Maria, a mettere insieme i vari dettagli della storia quotidiana, per ricavarne una visione d’insieme propria unicamente della fede, quella visione, cioè, che scorge i disegni della provvidenza anche quando la strada improvvisamente ci obbliga a delle curve impreviste.

All’inizio del nuovo anno non c’è detto che sicuramente non sbaglieremo mai. Non c’è detto che non peccheremo e non cadremo. La Chiesa, piuttosto, si preoccupa di ricordarci che la Vergine Maria veglia su di noi e attende che noi ricorriamo a Lei per soccorrerci, guidarci e confortarci a ogni istante. Il tempo che ci verrà incontro è per noi, è a nostro favore, perché è la via su cui Dio camminerà per cercarci e visitarci. Se daremo la mano a Maria, saremo sicuri di non andare fuori strada e di gioire nel “vedere” il Signore.

Vi saranno momenti nei quali non riusciremo a sintonizzarci sulle frequenze della grazia di Dio. Ce ne accorgeremo perché saranno i momenti in cui perderemo la pace e non riusciremo a ritrovarla. Maria ci aiuterà, se ricorreremo a Lei, implorando per noi il dono della Sapienza. Lei, infatti, non ha mai perso la pace, perciò è implorata come Regina della Pace. Non l’ha mai persa perché aveva quella sapienza in forza della quale riusciva sempre a considerare e comprendere come il Signore era vicino in quella situazione; in tal modo, sentendolo sempre accanto a sé, non poteva perdersi d’animo. Per conservare la pace di Cristo abbiamo bisogno della sapienza di Cristo: Maria le possiede entrambe in abbondanza ed è certamente pronta a donarle ai suoi figli.

Sì, suoi figli, perché Gesù ce l’ha donata per madre prima di morire: sta a noi decidere di volerla accanto a noi e di ricorrere a Lei, di porci sotto il suo sguardo con continui atti di devozione e di affetto nei suoi confronti. Primo tra tutti vi è il rosario, meditando il quale saremo aiutati da lei a collegare le vicende di Cristo alle nostre. Poi, la recita dell’Angelus a metà della giornata; poi, ancora, le molte giaculatorie (frutto della tradizione) rivolte alla madre di Dio; e così via. Sarà più facile rimanere ancorati al Padre celeste, se metteremo la nostra fiducia nella Madre di Dio.

Sì, Madre di Dio: oggi la veneriamo con l’appellativo più straordinario, incredibile, inimmaginabile che l’umanità potesse mai sperare per un suo membro. Solo una donna e solo una donna come Lei poteva godere di tanto privilegio. Noi lo diamo troppo per scontato, troppo. Dio ha deciso di divenire Figlio di una di noi. Esaltando lei, perciò, esaltiamo anche noi: prima di tutto esaltiamo la Santa Madre Chiesa e poi, potenzialmente, tutta l’umanità che attende di essere salvata.

E noi? Dove cercheremo la salvezza quest’anno? Tutti ci auguriamo e preghiamo che sia un tempo ricco di piacevoli soprese. Tuttavia dobbiamo mettere in conto che le prove e le avversità probabilmente non mancheranno. Non facciamo l’errore di ritenere che Dio ci abbia abbandonati qualora esse ci capitassero: proprio lì, piuttosto, saremo provocati a riconoscere l’azione misteriosa di Dio. Sicuramente sapremo coglierla, purché ci mettiamo umilmente e devotamente alla scuola Maria, Regina della Pace, Sede della Sapienza.

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