Solennità dell’Ascensione – Anno C

Cristo è salito al cielo, eppure è rimasto con noi.
Cristo si è reso invisibile, eppure con la fede noi possiamo riconoscerlo.
Cristo è stato innalzato al di sopra di tutti, eppure continua a essere raggiungibile negli ultimi.
Cristo è ormai nella comunione con il Padre, eppure come uomo condivide con noi la sua divinità.
Cristo è il re della gloria, eppure non è geloso di tale privilegio.
Cristo ha vinto il peccato e la morte, eppure continua a soffrire in noi.
Cristo è il giudice del mondo, eppure non ci giudicherà senza prima aver tentato l’impossibile per salvarci.
Cristo è il Signore dell’universo, eppure si è fatto uomo per imparare ancora qualcosa da noi.
Cristo Dio è l’unigenito del Padre, Cristo uomo è il primogenito dei risorti.
Cristo ha condiviso la nostra vita terrena, eppure non ha mai smesso di aspirare alla patria eterna.
Cristo asceso al cielo vuole che facciamo le cose di quaggiù sempre orientati alle cose di lassù.
Nello Spirito Santo Cristo si è incarnato per amare la terra, ora il suo Spirito ci aiuta a innalzarci alle gioie del cielo.
Cristo conosce ormai il giorno eterno, dove non tramonta il sole, eppure è qui con noi ogni giorno.
Egli se n’è andato, eppure un giorno tornerà.
Cristo è stato annichilito sulla croce, eppure ora è il mediatore tra Dio e gli uomini.
Cristo, Signore della storia, vuole che cambiamo il nostro modo di vivere e di pensare, perciò ci perdona, eppure talvolta dimentichiamo che perdono e conversione sono inseparabili.
La Chiesa parla di Cristo ai popoli, perché il regno di Dio è aperto a tutta l’umanità, eppure solo lo Spirito di Cristo può aprire le menti e i cuori alla parola di Dio.
Cristo, nostro capo, è ormai al sicuro, eppure anche noi, suo corpo, un giorno saremo accanto a lui: il nostro Pastore non ci ha abbandonati, ci ha preceduti.



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