Solennità di Pentecoste – Anno A

“Sei il suono armonioso, l’accordo unanime delle membra e del Capo, in cui ognuno, al culmine della gioia, scopre il significato misterioso del proprio essere e lo lascia zampillare in un grido di giubilo, reso libero dal partecipare al tuo zampillare: Spirito Santo, giubilo eterno!”.

Con queste parole stupende Santa Benedetta della croce si rivolge allo Spirito Santo in una preghiera da lei composta poco tempo prima di essere deportata ad Aushwitz. La potete trovare nel link riportato a fondo pagina, secondo una traduzione leggermente diversa.

A lei, appartenente al popolo ebraico, convertita al cristianesimo; a lei, allieva apprezzata del filosofo Husserl e divenuta religiosa carmelitana; a lei, mente intelligente e acuta, soppressa nelle camere a gas; ebbene, a lei e non a tanti altri sapienti è stato concesso, nel momento più buio del ‘900, di scoprire l’arcano segreto che getta una luce definitiva su chi sia l’uomo.

Mentre fior di pittori, musicisti, filosofi, artisti e pensatori di ogni genere (almeno dalla metà dell’800) vagavano sperduti alla ricerca di un senso per la vita umana; mentre numerosi scienziati e filosofi badavano a ridurre tale senso alla sola materia; mentre il nazional socialismo decantava il mito della pura razza ariana e voleva riunire forzatamente il mondo sotto il dominio di un’unica nazione; ebbene, mentre tutto questo accadeva, alla futura compatrona d’Europa, dopo anni di lunga e faticosa ricerca, Dio concedeva la grazia di comprendere che una realtà non già umana, ma divina era il fondamento dell’esistenza di lei, donna fragile e grande, come di ogni altro essere umano.

Ella, divenuta cristiana, riconobbe di essere abitata dallo Spirito Santo e poté comprendere che solo nello Spirito Santo l’uomo scopre chi è e sperimenta cosa davvero sia la libertà: libertà di essere se stesso nell’amore di Dio.

La società e la cultura dei decenni successivi alla seconda guerra mondiale non si aprirono nuovamente alla fede cristiana, sentita ormai come qualcosa di superato. Tutto ciò dura sino a oggi, tempo nel quale l’uomo ha smarrito o addirittura rifiuta le famose radici cristiane della sua cultura. Ora più di allora, l’uomo non sa più chi è; per conseguenza, i popoli occidentali sentono vacillare, sotto la pressione dei cambiamenti mondiali, i fondamenti della loro stessa identità.

“Sei il suono armonioso, l’accordo unanime delle membra e del Capo”, scrive Edith Stein nella sua preghiera, a farci comprendere che il dono dello Spirito Santo non è unicamente interiore a ciascuno, ma abita la Chiesa tutta, rendendola una cosa sola con Cristo e in Lui.

Basterebbe questo a farci capire che dovremmo smetterla, noi cristiani, di considerare la nostra fede solo come un fatto privato, che da soltanto senso alla nostra vita individuale. Nel momento stesso in cui abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, siamo diventati membra vive dell’unico corpo di Cristo che è la Chiesa. Scopriamo la bellezza e la grandezza del dono ricevuto grazie alla Chiesa e nella Chiesa. E la Chiesa abita nel mondo come lo Spirito abita in noi.

Lo Spirito Santo dirige, unifica, santifica la nostra vita. Lo stesso fa la Chiesa nel mondo. Lo Spirito ci richiama alla verità nell’amore e all’amore nella verità. Lo stesso fa la Chiesa. Siamo membra vive di questa Chiesa, grazie al dono dello Spirito Santo.

Abbiamo troppo separato l’interno e l’esterno, il privato e il pubblico nel modo di concepire e vivere la nostra religiosità. Non pare sia questa la rivelazione che Dio operò nel giorno di Pentecoste a Gerusalemme: là lo Spirito Santo scese sulla Chiesa nascente e la rese segno visibile per il mondo, affinché l’uomo sappia qual è la sua origine e il suo destino.

Più partecipiamo di questo mistero, più siamo liberi e, più siamo liberi, più siamo felici di essere noi stessi davanti a Dio. Sono molte le vie attraverso cui Dio raggiunge l’uomo, ma solo quando riceve lo Spirito Santo, solo quando nello Spirito Santo l’uomo entra in comunione vera e viva con il Dio vivo, solo allora l’uomo ritrova la sua vocazione originaria di creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio. Anzi, va oltre questa primitiva vocazione, perché nello Spirito di Cristo diviene figlio di Dio. Lo Spirito è Spirito del Padre ed è Spirito del Figlio, di entrambi; perciò riceverlo significa entrare nell’abbraccio immenso di Dio, gioia eterna e pace infinita.

Noi cristiani riteniamo che nessun progetto scritto a tavolino potrà mai, né dare significato alla vita di un giovane, né radunare i popoli in un’unica famiglia, ma che solo lo Spirito di Dio può guidare l’uomo a realizzare pienamente la sua altissima vocazione di figlio di Dio.

In definitiva, per questo vale la pena di pregare, pensare, parlare, lavorare e offrirsi, come fece Benedetta della croce.

Tutto il resto vale se e poiché è abbracciato da questo luminoso orizzonte, la cui presenza libera l’uomo dall’angoscia, dalla paura e dalla menzogna e lo stabilisce nella pace.

Preghiera allo Spirito Santo di Santa Teresa Benedetta della Croce

7 Risposte a “Solennità di Pentecoste – Anno A”

  1. Cristina Destro dice: Rispondi

    Buonasera Emilio,
    ho letto e riflettuto, ho scritto non per polemica ma per necessità di condivisione, e per questo ti ringrazio.
    Cristina
    “Basterebbe questo a farci capire che dovremmo smetterla, noi cristiani, di considerare la nostra fede solo come un fatto privato, che dà soltanto senso alla nostra vita individuale.”
    I cristiani dovrebbero avere il coraggio di conoscersi, riconoscersi e farsi riconoscere, io parlo di Dio con persone che non sono sempre un fratello o una sorella e viceversa vengo allontanata da chi dovrebbe esserlo, vivere la fede così è faticoso e demotivante.
    Se ci ricordassero che San Paolo nella seconda lettera a Timoteo non ha scritto solo:” Quali persecuzioni ho sofferto!” ma anche: “Ma da tutte mi ha liberato il Signore!”; si potrebbe recuperare la gioia nella condivisione dell’amore di Dio.
    “Nel momento stesso in cui abbiamo ricevuto lo Spirito Santo, siamo diventati membra vive dell’unico corpo di Cristo che è la Chiesa. Scopriamo la bellezza e la grandezza del dono ricevuto grazie alla Chiesa e nella Chiesa. E la Chiesa abita nel mondo come lo Spirito abita in noi.”
    Qual è il momento in cui abbiamo ricevuto lo Spirito Santo? Con la cresima si riceve lo Spirito Santo? Lo ricevono tuti i cristiani? Lo si riceve per elezione? Io sono arrivata alla conclusione, che qualsiasi percorso si faccia per ricevere lo Spirito Santo si deve sentire nel cuore il suo dono.
    Per sentirsi Chiesa occorrerebbe chiamarsi Chiesa e per chiamarsi Chiesa occorrerebbe chiamarsi cristiani, dove siamo noi cristiani?

    1. Emilio Gazzano dice: Rispondi

      Cara Cristina,
      grazie per la tua riflessione. Forse hai trovato che le mie parole siano rappresentative di un disagio comune, tuo, mio e di tanti altri. Questo disagio nasce dal constatare che ci facciamo sentire poco come cristiani, che siamo troppo timidi, mentre invece a grandi passi il mondo va per un’altra strada. Lo Spirito Santo è Spirito di forza, come testimonia la lettera a Timoteo, ma forse noi teniamo questa forza premurosamente chiusa in un barattolo di conserva per un domani che non si capisce quando debba avvenire. Sappiamo che Lui ci ha raggiunto dove eravamo e ci ha trascinati dietro a sé, con la forza del suo Spirito. Sentiamo che vogliamo testimoniarlo, ma spesso o non ne abbiamo il coraggio o non sappiamo come.
      Ti segnalo un bell’articolo in proposito che ho letto su un blog appena scoperto. Nell’articolo è contenuta una citazione di Ratzinger di cui potrai dirmi cosa ne pensi. L’autore del blog mi ha detto che è tratta da una registrazione radiofonica di un intervista che il futuro Bendetto XVI rilasciò a una radio inglese. Ecco il link: https://topenz.wordpress.com/2020/05/03/pensieri-dalle-catacombe-virtuali-del-terzo-millennio/

  2. Cristina Destro dice: Rispondi

    Buonasera Emilio,
    ho riletto più volte l’articolo che hai suggerito, nonostante vi abbia trovato aspetti condivisibili come la bellezza delle radici della fede vissuta in famiglia e con pochi intimi, non mi sento rappresentata nelle catacombe del terzo millennio. I motivi sono molteplici, la fede vissuta solo in gruppi chiusi non compie pienamente il messaggio, il prossimo non può essere solo in chi prega con me, la persecuzione dei cristiani è attuale ma va localizzata, fortunatamente in Italia ci si può considerare più bullizzati che perseguitati.
    Non ho trovato altro modo per spiegarmi altrimenti la rabbia degli italiani che demoliscono i cristiani come simbolo; la maggior parte di noi è battezzata, ha ricevuto la prima comunione e la cresima, ma non tutti trovano la strada del Signore, e per questo si vendicano su chi ci prova a trovarla.
    Perchè si torni a sentire con il cuore servirebbe togliere la polvere che in secoli si è depositata attorno alla parola cristiani e puntare a ricordare l’unica verità, che crediamo in solo Dio nel suo figlio unigenito Gesù e nello Spirito Santo.

  3. Cristina Destro dice: Rispondi

    Buonasera Emilio,
    questa sera, ho erroneamente letto Matteo 12, 31-36 invece del vangelo proposto per oggi, sono rimasta colpita da questo brano del vangelo che non conoscevo e che mi ha riportato alla riflessione sullo Spirito Santo. Sono rimasta senza parole, non per il contenuto né per il significato letterale ma per quello che arriva al cuore.
    Ti sarei grata se volessi scrivere alcune parole sul brano per aiutarmi ad ascoltare, obbedire e aspettare.
    Ti ringrazio per le tue pubblicazioni che ho letto ma non ho commentato.

    1. Emilio Gazzano dice: Rispondi

      Cara Cristina,
      Lo farò. Anche perché il discorso che facevo sullo Spirito Santo nel precedente messaggio è rimasto in sospeso

      1. Emilio Gazzano dice: Rispondi

        cara Cristina, tu parli di ciò che ti arriva al cuore, ma non dici che cos’è. Lo comprendo, perché è qualcosa di intimo e difficilmente spiegabile e di cui forse non è opportuno parlare in una chat che può essere letta anche da altri.
        In ogni caso mi soffermo sulla bestemmia allo Spirito Santo, rispetto alla quale si potrebbe dire così: il fatto di non riconoscere Cristo Signore, venuto e vissuto nell’umiltà e in un certo senso nel nascondimento, è un atteggiamento di rifiuto che potrebbe anche essere un giorno perdonato da Dio. Questo è il peccato contro il Figlio dell’uomo. Il fatto invece di contestare i segni che Egli compie per il Regno di Dio (come i miracoli; come nella fattispecie il miracolo di guarigione di un indemoniato) e di attribuirli al potere di satana, da cui Gesù dipenderebbe, ecco, questo è un insulto a Dio, al suo amore, al suo Spirito. Tale atteggiamento è talmente ottuso, presuntuoso e cieco da rendere impossibile l’apertura del cuore al perdono di Dio. Questa è l’interpretazione corrente da parte degli esegeti di cosa significhi bestemmia contro lo Spirito Santo

  4. Cristina Destro dice: Rispondi

    Buonasera Emilio,
    nell’ignoranza di chi, dopo anni di fede, incomincia ad approfondire le letture, mi sono preoccupata di aver commesso un errore di cui non conoscevo l’esistenza, e per questo ti sono grata per l’interpretazione.
    Mi sono trovata a riflettere su “L’uomo buono dal suo tesoro trae cose buone; e l’uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvagie”
    Io non mi sono mai reputata una persona malvagia e ho provato direttamente che dalla bontà si trae bontà, ma non sono riuscita a compiacermi di quest’esperienza perchè ugualmente ho vissuto rabbia nei pensieri e nelle parole e questo non è propriamente essere buoni. Nel tempo ho imparato che essere umani vuol dire non essere perfetti e che Dio ci perdona, allo stesso tempo però il messaggio di Gesù è netto.
    Continuerò nel mio percorso e ti ringrazio per questo spazio che hai creato di condivisione e supporto.

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