Ventiduesima Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

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«Stolto, Pietro!

Hai appena professato dinanzi a tutti che io sono il Cristo, il Figlio di Dio, hai appena ricevuto l’incarico solenne di capo della Chiesa da parte mia e con ciò già ti senti autorizzato a insegnarmi per quale strada io devo andare? Sino a un istante fa mi seguivi docilmente lungo la via che conduce a Gerusalemme e ora, con un balzo, ti pari davanti a me per dirmi ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? Hai imparato da Dio a guardare me così come il Padre mi vede e non vuoi guardare la realtà, il mondo, gli uomini così come io li vedo?

Credi davvero di avere soluzioni migliori delle mie per salvare il mondo dal male, dal peccato e dalla schiavitù del maligno? Hai forse mai conosciuto sistemi di pensiero umani capaci di sollevare l’uomo dal fango della sua bassezza e di renderlo veramente libero? No, tu non ne conosci certamente perché sei un semplice pescatore di Galilea. Io non ti rimprovero per la tua ignoranza, bensì per la tua presunzione, a causa della quale sembra che tu non abbia ancora vissuto abbastanza da capire che tutto ciò che l’uomo concepisce e architetta per edificare una società perfetta presto o tardi si trasforma in una trappola per lui. Non ti è ancora abbastanza chiaro che l’uomo è convinto di essere il ragno che tesse la tela, mentre è semplicemente la mosca che vi si è invischiata e che il ragno è un altro?

Oppure forse vuoi costruire una setta a tua misura o addirittura una tua religione? Su quali principi fonderesti quest’ultima? Su una falsa pace ottenuta fuggendo dal mondo, oppure fingendo che esso sia buono? O forse sceglieresti l’altra strada, quella in cui tu saresti il rappresentante di un Dio che non teme di entrare in guerra col mondo, pur di sottomettere tutti al proprio volere? E dimmi, su quali certezze baseresti la tua nuova via? Sulle tue idee? Non vedi quanto sono minuscole? Sulla parola dei profeti? Non sai che essa è stata pronunciata in vista del Messia? Sulla legge di Mosè? Non vedi che è impossibile esservi fedeli sino in fondo?

Certo, tu sai benissimo di non essere Dio, perché tu sai di sbagliare ogni tanto; tu sai di peccare; tu conosci la fatica di portare a riva il pesce da vendere per nutrire te e la tua famiglia; sono tante le volte in cui hai sperimentato i limiti dell’essere umano; eppure ti basta un piccolo successo per perdere il contatto con la realtà e farti credere di avere buoni consigli da dare a Dio! Tu mi richiami all’ordine perché ho parlato di sofferenza, di croce, di morte. Prima parlavi ispirato da Dio, ed ecco, appena un istante dopo, ti lasci influenzare da satana. Questo non posso tacerlo, Pietro! Bada bene: è proprio dello stile di satana ammantare il suo agire di amore, di buone intenzioni e di tutti i migliori principi esistenti a questo mondo ed è bene che tu lo capisca, che tu apra gli occhi su te stesso e sugli altri. Verrà un tempo nel quale satana convincerà gli uomini che è giusto, doveroso e possibile costruire un mondo perfetto, senza sbavature, un mondo in cui tutti siano felici e che, soprattutto, tutto ciò sia tranquillamente possibile senza di me! Non crederci Pietro, non cadere in trappola. Per questo ti rimprovero, ti scuoto e ti umilio dinanzi ai tuoi fratelli, affinché tu e loro stiate sempre in guardia. Su questa vostra opaca e ostinata volontà di lasciarvi illudere satana fonda le sue tentazioni.

Simone figlio di Giona, non vi è altra via se non la croce, la rinuncia e infine la morte, per giungere alla felicità e guidarvi altri. Però, non la croce da sola, non la rinuncia fine a se stessa, non la morte soltanto, per quanto gloriosa sia, possono bastare. E’ me che tu devi imparare a seguire e altrettanto dovrai insegnare agli altri. La mia via, su questa terra, è la via della croce, ma non chiedo a nessuno di seguirla da solo. Essa vale solo se è vissuta dietro a me, perché io sono lì e il discepolo che mi segue su quella strada troverà pace, forza, speranza. Non la croce per la croce, ma la croce per amore.

Che cosa ami di più, Pietro: le tue idee oppure me? Se ami le tue idee più di me, seguile e vedremo sin dove giungerai. Ma se ami me, segui me e non ti crucciare delle spine, delle asperità del terreno e delle prove numerose che ti attendono. Io desidero mettere alla prova coloro che mi seguono, perché voglio farli crescere; voglio renderli veramente uomini e inoltre tutto ciò che realizzo voglio sia non solo per loro, ma anche con loro.

Se mi ami, seguimi. So bene che la via della croce è follia secondo gli uomini, ma essa sarà il segno luminoso dell’immenso amore del Padre per i suoi figli e io desidero che tu sia totalmente infiammato da questa luce. Dovrai morire a te stesso, dovrai umiliare il tuo orgoglio, dovrai smettere di pensare a te e di obbligare gli altri a pensare come te. Se tuttavia, con la mia grazia, persevererai su questa strada salverai te stesso e un numero incalcolabile di fratelli. Ti garantisco, Pietro, non vi è altra strada per salvare gli uomini.

Già, la garanzia. Anche tu, hai diritto ad averne una e io te la darò. Ti ho chiesto su cosa pensi di basare una tua religione, ma ora è giusto che ti dica su cosa io fonderò il vangelo; ti spiego perché il mio e solo il mio sarà veramente vangelo, cioè buona notizia per tutti: sappi che io risorgerò dai morti.

Perciò, se tu ti fiderai di me e mi seguirai, poco per volta, sperimenterai un’altra realtà, che tu ora non puoi conoscere: sperimenterai la forza della resurrezione, poiché il tuo Signore per mezzo della croce vincerà la morte e il male. Non temere Pietro. Se tu ti lascerai crocifiggere con me, con me risorgerai».

 

 

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