Seconda Domenica di Pasqua – anno B – 2021

Buongiorno a tutti,

Pubblico i miei commenti da ormai tre anni e, salvo alcune eccezioni, ho completato il ciclo dei vangeli domenicali, in cui la Chiesa cattolica distribuisce la lettura del vangelo appunto su tre anni.
Ho deciso perciò di sperimentare una nuova modalità di riflessione.
Anzitutto i commenti saranno più brevi: desidero infatti offrire qualcosa di più leggero e sintetico rispetto ai precedenti commenti.
Perciò ho creato un podcast, cioè un luogo nel quale è possibile registrare e salvare file audio con l’aggiunta di musiche di sottofondo e di intermezzo. Ovviamente sono un assoluto principiante, perciò spero che capirete la limitatezza di competenze con cui mi appresto a utilizzare questo strumento.
Troverete quindi un link, cliccando sul quale sarete rimandati alla registrazione podcast.
Per semplicità li chiamerò: “Commento Podcast”

Quanto ai classici commenti, che rimangono sul sito, aggiungerò comunque il link, in modo che possiate andare a riascoltarli con facilità: ritengo (spero senza presunzione), che possano avere comunque qualcosa da dire, qualcosa a cui forse non avevamo prestato attenzione la prima volta in cui li abbiamo ascoltati. Per semplicità li chiamerò: “Commento lungo”.

(Aggiornamento del mese di aprile 2021)

 

Seconda Domenica di Pasqua anno B: commento Podcast.

 

Seconda Domenica di Pasqua anno B: commento lungo.

 

Ecco il link alle letture e ai testi liturgici del giorno

 

Testo del commento Pocast:

Se il Signore Gesù, dopo la sua risurrezione, fosse apparso ai suoi crocifissori e a tutto il popolo, non avrebbe ottenuto più facilmente e velocemente l’obbedienza degli uomini?

Perché invece ha scelto la via più lunga, ha voluto cioè apparire agli undici e tra costoro ha accettato di tornare per convincere l’incredulo Tommaso?

Cristo non mira a un trionfo secondo i criteri umani e non punta a una sottomissione puramente esteriore. Egli non ci considera alla stregua di vuoti recipienti su cui riversare i suoi insegnamenti di vita. Il suo perdono non è una semplice sanatoria con cui siamo autorizzati a nascondere la verità su noi stessi.

Egli vuole che noi cambiamo per davvero, che siamo disposti a lasciarci trasformare da Lui.

Il Risorto dona senza misura lo Spirito Santo agli undici e questi li riempie di pace, perché loro lo accolgono in piena coscienza e si lasciano volutamente toccare da Lui.

Ecco perché la prima comunità cristiana sarà costituita da persone capaci persino di condividere i loro beni, perché sono cambiati dentro.

Ecco perché ci fa bene riascoltare anche quest’anno la vicenda di Tommaso: il vangelo non è la storia di un dittatore e neppure la narrazione delle gesta di un gruppo d’incoscienti.

Il vangelo è la descrizione di come Dio porta a compimento insieme all’uomo il destino di quest’ultimo.

Lasciamo agli imperscrutabili disegni di Dio di decidere come, quando e su chi far scendere lo Spirito Santo e accettiamo per noi il compito di deciderci a cambiare, per accogliere la pace e la gioia del Risorto e divenire persone nuove.

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