Solennità della Consolata – Domenica 20 giugno 2021 – Commento Podcast

(Domenica 20 giugno 21, nella diocesi di Torino si celebra la solennità della Consolata, al posto della 12ma Domenica del Tempo Ordinario)

Ecco il link al Commento Podcast

 

Oggi ricorre nella diocesi di Torino la solennità della Consolata, patrona della diocesi. La presente festa e il santuario cittadino dedicati alla Vergine, recano un aggettivo del tutto particolare nella storia della spiritualità cattolica. Normalmente, infatti, Maria è invocata con titoli che la vedono impegnata in una qualche attività a favore della Chiesa, quali per esempio: consolatrice, ausiliatrice, mediatrice, madre del buon consiglio e così via. Qui e oggi, invece, guardiamo tutti a lei omaggiandola con il titolo di Consolata, operando quasi una sorta di sospensione delle numerose richieste che a ragione le rivolgiamo quotidianamente, innalzandole piuttosto un encomio, conferendole un attributo tutto suo, riconoscendole una qualità destinata a noi tutti, ma riguardante Lei in modo veramente unico.

Dire che Maria è consolata, significa ricordare che prima qualcosa l’ha ferita, l’ha fatta soffrire e noi sappiamo di cosa si tratta: della morte in croce di Gesù. Ma dire “consolata” significa anche professare implicitamente la fede nella risurrezione, poiché l’incontro con il Figlio risorto è stato un momento privilegiato per Lei, che con ferma fede lo attendeva, un momento di risurrezione del cuore. Dire consolata inoltre, significa ricordare che lo Spirito Santo è fonte di consolazione in lei e in ogni credente, perché conferisce all’anima la certezza di essere amata e perciò di non essere mai sola.

Eppure, lungi dal farci sentire esclusi dai privilegi spirituali di cui Maria ha goduto e gode, venerarla come Consolata ci consola a nostra volta: ci consola saperla felice con suo Figlio; ci consola saperla beata innanzi al Padre celeste e totalmente riempita del suo Spirito; ci consola saperla vigile su di noi e presente accanto a noi. Lo Spirito Santo, che consola, rinfranca, illumina lei, consola, rinfranca e illumina anche noi. Con un’unica differenza. Mentre Lei è passata dal dolore alla gioia, noi dobbiamo passare dalla menzogna alla verità. Mentre Lei ha sofferto ingiustamente, noi invece dobbiamo ammettere di avere compiuto qualche ingiustizia. Mentre lei ha partecipato interiormente all’atto con cui Cristo ha perdonato ai suoi carnefici, noi dobbiamo chiedere e accettare di essere perdonati.

Sì, la nostra consolazione è sempre anche frutto del perdono di Dio, perché abbiamo patito il male, ma lo abbiamo anche compiuto.

Per questo vi propongo in conclusione la lettura di questa splendida poesia di Ungaretti, da lui dedicata alla Vergine e intitolata “La madre”. Il poeta ci ricorda una verità fondamentale: solo quando saremo stati interamente perdonati da Dio, Maria potrà condividere totalmente con noi la sua immensa Consolazione. Per tante ragioni Lei intercede a nostro favore, senza mai tirarsi indietro, da buona mamma. Ma di tutte, questa è la più importante.

La madre

E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
sarai una statua davanti all’eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.

 

Giuseppe Ungaretti

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