Solennità di Pentecoste – anno B – Commento Podcast

Ecco il link al Commento Podcast

In tempo di pandemia siamo costretti a circolare con le mascherine e perciò, per riconoscere le persone, dobbiamo concentrarci sull’unica parte che ne resta fuori, vale a dire gli occhi. Essi sono lo specchio dell’anima, nella quale accadono tante cose di cui gli occhi ci danno notizia; ora, di tutte, la più bella cosa che possa accadere è che lo Spirito di Dio, grazie alla fede, sia laboriosamente all’opera in quell’anima. In coloro che lo accolgono, infatti, lo Spirito Santo reca in dono amore, pace, bontà e tutti quei frutti di cui parla San Paolo nella seconda lettura.

Lo Spirito Santo è l’amore tra il Padre e il Figlio, perciò è divino ed eterno e dunque inafferrabile, ma siccome l’uomo è stato creato per accoglierlo, là dove arriva Egli rende l’uomo pienamente se stesso e crea in lui le condizioni affinché possa essere felice. Siccome, però l’uomo è anche peccatore, lo Spirito Santo, quando trova alloggio in un’anima, non la lascia come la trova, ma la trasforma, pazientemente, lentamente, convincendola che per lei è necessario convertirsi così da poter essere gradita a Dio. Vizi e peccati gravi non possono coesistere con la gioia dello Spirito Santo. Pertanto, attirando l’anima con la dolcezza Egli la induce a cambiare e, facendole comprendere i propri errori e peccati, Egli la spinge a uscire dalle prigioni in cui da se medesima si è intrappolata per salire verso la luce. Egli aiuta l’anima a bere la medicina amara della verità, senza permettere che essa sia sopraffatta dallo sconforto bensì la incoraggia, donandole fiducia e speranza. In tal modo, poco per volta, lo Spirito Santo mette ordine nell’anima e la pone al sicuro, rendendola salda e vitale, come un albero ben piantato o una casa ben costruita, perché Egli sa molto bene che, altrimenti, l’amore senza la verità, presto o tardi conduce all’odio.

Dopo di ciò, l’anima abitata dallo Spirito Santo viene da lui presa per mano e condotta a conoscere tutta la verità, poco per volta. La verità sul mondo, che giace sotto il dominio del male e dell’orgoglio, dal quale l’anima deve imparare a guardarsi. La verità su ciò che è bene e ciò che male, sostenendo la coscienza che l’uomo possiede per natura, ma che ha bisogno di una ragione illuminata per poter funzionare bene. Infine, e soprattutto, la verità su Dio. Sì, perché l’uomo è stato creato per conoscere Dio ed è stato salvato da Cristo per vivere un’esistenza radicalmente nuova nella quale egli, spostando completamente il suo baricentro da sé al prossimo e da sé a Dio, viva non più per se stesso, ma per Dio e spalanchi la sua mente e il suo cuore a quella conoscenza che, sola, sazia l’anima; la conoscenza del Dio vivo e vero in Cristo.

Quando lo Spirito Santo ci avrà definitivamente vivificati dopo la nostra morte e ci avrà introdotti nella piena comunione dei santi, allora conosceremo Dio faccia a faccia e la verità e la gioia ci possederanno totalmente. Non ci saranno più mascherine e tutto sarà chiaro e permanente. Verso quel luogo e quella condizione, passo dopo passo, lo Spirito Santo ci conduce, nel segreto della nostra anima.

Ecco il link alle letture e ai testi liturgici del giorno

Lascia un commento