SS. Trinità – anno B – Commento Podcast

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Se davvero festeggiamo la Trinità Santissima, allora ciò significa che possiamo e dobbiamo aspirare a mete altissime in questa vita.

Il presentimento che Dio esista appartiene alla maggioranza degli esseri umani. Quanti poi professano una religione, ne seguono i dettami e i riti con l’intento di avvicinarsi a Dio. Noi cristiani abbiamo avuto la grazia di sviluppare al massimo il presentimento di Dio sino a renderlo una certezza incrollabile, che va sotto il nome di fede. Ciò è possibile giacché siamo stati raggiunti da un messaggio; di più, siamo stati affascinati da un volto concreto, da una persona, cioè da Cristo, il quale ci ha svelato chi è Dio e ha consentito il realizzarsi, tra noi e Lui, di un rapporto di conoscenza e di reciproca frequentazione.

Sicuramente Dio resta infinitamente al di là delle nostre capacità di comprensione, eppure tutta la storia della salvezza ci insegna che lui ha voluto ardentemente e a tutti i costi farsi conoscere da noi: proviamo a rileggere le letture bibliche della liturgia odierna e verifichiamo se in fondo non ci dicono altro che questo. Tutto l’Antico Testamento è una progressiva rivelazione di Dio. Tutta la vita di Cristo è la più alta manifestazione del Padre celeste. Tutta l’opera dello Spirito Santo in noi è introduzione per ciascuno a un rapporto vitale e vero con il Padre e il Figlio.

Non è una rivelazione colta, ma sapiente; non è esclusiva, ma offerta a chi ad essa si apre; non è temporanea, ma dura tutta la vita.

Se dunque Dio ha voluto rivelarsi a noi, come possiamo disperare di noi stessi e come possiamo, una volta soddisfatte le nostre esigenze strettamente quotidiane, dimenticare che il nostro destino è infinito?

Le letture di oggi ci parlano dell’incredulità del popolo d’Israele, delle paure presenti nel nostro cuore, dei dubbi che ci sorgono dinanzi a Cristo, ma dinanzi a nessuno dei tre ostacoli i discepoli sono autorizzati a fermarsi. Dobbiamo anzi riconoscere che, talmente grande e alta è la rivelazione che abbiamo ricevuto e in cui siamo coinvolti, da far sorgere istintivamente in noi il bisogno di difenderci da essa, poiché avvertiamo che un Dio così ci solleva tanto in alto da farci venire le vertigini.

Non temiamo di perdere il controllo, non temiamo di alzare lo sguardo. Lasciamoci piuttosto istruire da Dio per giungere alla sola conoscenza in grado di saziare e rendere felici gli uomini: quella del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Ecco il link alle letture e ai testi liturgici del giorno

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