Terza domenica di Pasqua – anno B – 2021

TERZA DI PASQUA – B

Ecco il link alla liturgia di oggi

 

Le letture di questa domenica parlano di colpa e lo fanno in termini molto concreti, realistici. Ora, il modo con cui le letture oggi ci parlano della colpa conosce una sorta di crescendo quanto a delicatezza nel denunciarla. Vediamole.

“Voi avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita”. Pietro parla alla folla presente a Gerusalemme, alla quale egli non fa sconti, dice le cose come stanno: avete compiuto il peggiore dei peccati, dice loro, avete toccato il fondo!

Ascoltiamo ora il modo con cui presenta le cose San Giovanni evangelista in una delle sue lettere, inserita nel lezionario odierno:

“Se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo”: noterete un altro stile, più delicato; in effetti anche i destinatari sono diversi: sono i primi cristiani, che fanno i conti con le loro fragilità e incoerenze. Tuttavia, l’espressione che egli adotta a proposito di Cristo (di derivazione antico testamentaria) è forte: “Vittima di espiazione”.

“Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro”. Luca ci racconta l’apparizione di Cristo la sera del giorno nel quale Egli è risorto: non si fa accenno alle responsabilità reali, alle colpe vere dei discepoli. Egli li ha veramente perdonati e insiste nel cercare di convincerli che Egli ha vinto la morte, affinché capiscano di conseguenza che Egli ha vinto il male, il loro male, quello commesso da loro e dagli uccisori di Gesù stesso. Ma, capite, il male c’è stato, tant’è che Egli porta loro come prova le trafitture di mani e piedi, per convincerli del fatto che non è un fantasma.

Perché oggi non riusciamo a guardare le nostre colpe apertamente? Perché adottiamo strategie le più diverse per esorcizzarle? Oscilliamo spesso tra due estremi: o la scelta di negarle (per esempio decidendo che una cosa in passato riprovata oggi va bene, perché noi siamo “moderni”), oppure quella di esagerarle all’inverosimile, come spesso capita su giornali e televisioni.

Forse manca un contesto, un incontro e un volto che ci restituiscano la dignità, nel momento stesso in cui ci mettono davanti a noi stessi. Osservate dalle letture cosa intendo dire:

“Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù. Dio l’ha risuscitato dai morti”, dice Pietro nel momento stesso in cui accusa: egli invita tutti a riconoscere la propria colpa dinanzi a Dio, per potersi aprire alla gioia.

Giovanni da parte sua dice che abbiamo un Paraclito (cioè un consolatore e un avvocato) e lo fa un po’ come una madre consola un figlio, anche se si è fatto male solo per colpa propria. E così pure il Risorto che si presenta ai suoi vivo e lieto: ripensare a sé stessi e ai propri errori dopo avere incontrato quello sguardo felice, come è più facile per loro…

Perciò, in tema di colpa, le letture oggi ci mostrano come un ponte levatoio gettato verso il mistero di Dio. Sentite queste parole: “Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire” dice Pietro. «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi», dice Gesù ai suoi quella sera.

Ci percorre un brivido nella schiena: Dio si serve addirittura delle nostre colpe per realizzare il suo disegno di salvezza a nostro favore! Che grande mistero è la Pasqua e come getta una luce finalmente nuova sulla nostra esistenza!

 

 

Lascia un commento